Malaria aviaria potrebbe essere la causa del declino dei passeri

Il passero domestico (Passer domesticus) era una volta un visitatore comune dei giardini di tutta Europa, ma ora è in declino, soprattutto in molte aree urbane. In Gran Bretagna gli uccelli di questa specie sono calati del 70% negli ultimi 40 anni.

Ci sono diverse ipotesi per la crisi del passero (predazione da parte di sparvieri o gatti, o ancora inquinamento causato dal particolato dei motori diesel e immunosopressione) ma in pochi avevano fino ad ora studiato il ruolo che possono avere i parassiti.

I parassiti possono influenzare l’andamento delle popolazioni animali andando a ridurre la sopravvivenza o il successo riproduttivo dell’individuo ospite. Può quindi essere che i parassiti siano responsabili per il declino delle popolazioni di passero domestico?

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Un nuovo studio ha scoperto che il 74% dei passeri di Londra è portatore di malaria aviaria.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Royal Society Open Science da scienziati della Zoological Society di Londra e della RSPB, mostra come i parassiti possano essere la causa del declino dei passeri londinesi, i cui numero sono precipitati del 70% negli ultimi 20 anni.

Per questo studio i ricercatori hanno analizzato quasi 400 passeri: li hanno inannellati con speciali anelli colorati per monitorare la loro sopravvivenza durante l’inverno e hanno raccolto campioni di sangue e di feci da ciascun individuo. Hanno poi anche studiato campioni di feci raccolte in giardini privati a Londra, analizzandoli per parassiti del sangue e batteri.

C’era qualcosa di speciale nell’essere ammessi nel giardino di casa della gente per studiare i “loro” passeri”, racconta la Dr.ssa Daria Dadam, autrice dello studio e ricercatrice al British Trust for Ornithology, “nel silenzio del mattino presto di una città come Londra, dove mi apprestavo ad inanellare individui di questa specie in declino ma ancora abbastanza familiare e presente nella vita di tutti i giorni. I passeri domestici sono cari a molte persone ma ce ne sono sempre meno ed essere una degli scienziati che si sono occupati del problema è una responsabilità e un onore, sempre con la speranza che la mia ricerca possa aiutare questa specie.”

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“É facile dar per scontato i passeri, con il loro piumaggio marrone è facile non accorgersi di loro, mentre il loro cinguettio si mischia al rumore del traffico cittadino”, continua la Dr.ssa Dadam. “Ecco, forse è questa la cosa che mi piace di più di questi animali, il non dare nell’occhio ma contribuire alla nostra vita urbana e non solo: vedere un gruppo di passeri saltellare sul marciapiede o nei giardinetti pubblici, o anche solo sentire il loro cinguettare provenire dai terrazzi e tetti delle case rallegra sempre la mia giornata. I passeri che vediamo tutti i giorni rappresentano un legame con la natura, oggi troppo spesso remota nelle nostre città ma di cui abbiamo assoluto bisogno, anche quando non ce ne rendiamo conto.”

 

Per approfondire:

Il blog della autrice dello studio Dr Daria Dadam

Il paper pubblicato sulla rivista scientifica Royal Society Open Science: Dadam, D., Robinson, R.A., Clements, A., Peach, W.J., Bennett, M, Rowcliffe, J.M and Cunningham, A.A. 2019. Avian malaria-mediated population decline of a widespread iconic bird species, Royal Society Open Science.

Londra: entra in vigore la zona a emissioni quasi zero

La nuova zona a emissioni quasi zero [Ultra Low Emissions Zone (ULEZ)] entrata in vigore oggi a Londra è solo l’ultima misura messa in atto per cercare di limitare emissioni nocive causate da veicoli vecchi e inquinanti.

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La nuova tassa è di 14,50 euro al giorno per i proprietari di veicoli costruiti prima del 2006 e di veicoli diesel costruiti prima del 2015. I tassisti sono esentati, mentre per camion e pullman, invece, la crifra sale a 116 euro al giorno. A queste cifre va aggiunta la “congestion charge” (circa 13 euro) entrata in vigore nel 2003 che devono pagare le auto circolanti nel cuore di Londra dalle 7 alle 18 dei giorni feriali. La Ultra Low Emissions Zone sarà invece sempre attiva, ogni giorno della settimana, 24 ore su 24.

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Al momento la zona ULEZ si estende da King’s Cross all’Imperial War Museum, dalla City a Buckingham Palace, ma da ottobre 2021 queste regole saranno estese a tutta la città.

La BBC ha analizzato come questa nuova tassa si posizioni rispetto ad altri provvedimenti per la riduzione dell’inquinamento urbano in altre città europee.

La situazione dell’inquinamento dell’aria londinese è certamente seria e da tempo i dati hanno confermato il rischio alla salute dei cittadini. Il King’s College London ha un sito dove è possibile verificare la sistuazione giornaliera dell’inquinamento e controllare le previsioni per il giorno seguente.

BBC World Service ha mandato oggi in onda un interessante servizio dove si discuteva di Londra ma anche di come lo stesso problema viene vissuto e affrontato in altre parti del mondo come Dakar in Senegal. Ecco invece un altro loro documentario su questo tema Air Pollution: Invisible Killer.

Altre analisi, interviste e articoli interessanti su ULEZ:

The Times – ‘The City I Love Is Making People Sick.’ London Mayor Sadiq Khan on Making Polluters Pay

BBC – ULEZ: The most radical plan you’ve never heard of

The Conversation – Air pollution causes chronic health problems – will London’s new charge on drivers help?

CNN – London gets world’s first 24-hour air pollution charge zone

 

La Direttiva Uccelli compie 40 anni

Il 2 aprile del 1979 avveniva una grande svolta nella storia della conservazione della natura in Europa quando nasceva a Bruxelles la Direttiva Uccelli ( la direttiva fu poi emendata nel 2009 ed è ufficialmente nota come Council Directive 2009/147/EC on the conservation of wild birds). La Direttiva Uccelli tuttora, assieme alla direttiva Habitat, rappresenta il pilastro fondamentale per la tutela della biodiversità.

Screenshot 2019-04-03 at 20.36.30.pngUlteriori informazioni sulla Direttiva Uccelli, la sua storia, dove ha trionfato e dove fallito si possono trovare sul sito dell RSPB. Il testo in italiano della direttiva si trova.

Nel giorno del 40esimo anniversario della direttiva, Danilo Selvaggi, direttore generale della Lipu-BirdLife Italia ha detto:”La direttiva Uccelli ha avuto un impatto fortissimo sulla conservazione della natura, sotto il profilo sia tecnico che culturale. Grazie alla direttiva, la protezione degli uccelli è diventata una questione prioritaria e trasversale, da affrontare superando le tradizioni più retrograde (si pensi all’uccellagione, alle cacce durante la migrazione degli uccelli o alle forme di persecuzione dei rapaci, ritenuti portatori di malaugurio) e guardando agli innumerevoli legami che uniscono gli uccelli agli habitat, all’agricoltura, alle pratiche umane, alla cultura”.

La LIPU ricorda che grazie alla direttiva, 5.646 Zone di protezione speciale sono state create in tutta Europa, 500 specie di uccelli nidificanti o svernanti presenti in Europa protette e molte di loro sono state salvate dall’estinzione.  Maggiorni informazioni sul sito della LIPU

169 isole offrono una speranza per fermare la crisi delle estinzioni

Il 10% delle estinzioni che avvengono sulle isole si può prevenire attraverso programmi mirati di eradicazioni di mammiferi invasivi, come dimostra un nuovo studio realizzato da un gruppo di scienziati di tutto il mondo.

Una nuova ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista PLOS ONE dimostra che l’eradicazione di specie invasive su isole è una azione di conservazione che può dare un forte contributo per ridurre la crisi della biodiversità che sta colpendo il pianeta. Queste nuove analisi sono state realizzate da un team di oltre 50 esperti mondiali afferenti a 40 istituzioni, tra i quali anche un ricercatore italiano dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

Ci sono circa 456.000 isole al mondo che ammontano solo il 5.6% della superficie della Terra, eppure queste ospitano ecosistema unici e una grandissima quantità di esseri viventi, contantissime specie endemiche che non si trovano in nessuna altra parte sul pianeta.

Ma le isole hanno anche il più alto tasso di estinzione: il 75% di estinzioni di rettili, uccelli e mammiferi avviene sulle isole. La principale causa di queste estinzioni sono specie invasive, che sono arrivate sulle isole e hanno causato la scomparsa delle specie presenti in quell’habitat spesso unico al mondo.

Lavorare per conservare gli habitat insulari è una necessità per la conservazione della natura e un’opportunità unica. Diversi studi hanno già evidenziato che eradicare mammiferi alieni invasivi come ratti, gatti, capre e maiali dalle isole è un’azione di conservazione particolarmente efficace.

 

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Ma da quale isole cominciare?

In questo nuovo studio sono state identificate 107 isole sulle quali è prioritario attivare progetti di eradicazione entro il 2010 e 62 isole con progetti da iniziare entro il 2030; lo studio dimostra che tali interventi porterebbero importanti benefici per il 9,4% delle specie insulari minacciate a scala mondiale.

L’articolo scientifico, intitolato “Globally Important Islands Where Eradicating Invasive Mammals will Benefit Highly Threatened Vertebrates”, ha analizzato i dati relativi a 1.279 isole con 2.823 popolazioni di 1.184 specie di uccelli, mammiferi e anfibi elencati come minacciati o criticamente minacciati di estinzione nella Lista Rossa delle specie in pericolo dell’IUCN, la più ampia fonte di informazioni sullo stato di conservazione delle specie di animali, funghi e piante a scala mondiale. Con il supporto di 54 esperti di tutto il mondo è stato quindi analizzato in quali casi fosse possibile rimuovere le specie invasive presenti nelle isole studiate prima del 2020.

Il Dr Piero Genovesi dell’ISPRA, co-autore della ricerca, afferma che “Attraverso la Convenzione sulla Biodiversità delle Nazioni Unite e gli Obiettivi per uno Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, la comunità globale ha concordato di fermare la perdita di biodiversità e di evitare le estinzioni entro il 2020. L’eradicazione di specie aliene invasive dalle isole prioritarie attraverso questa ricerca fornirebbe un contributo significativo verso il raggiungimento di questo obbiettivo importante. È anche essenziale informare meglio e di più tutti i settori della società, e ISPRA – in collaborazione con Federparchi, diversi parchi nazionali, Legambiente, Regione Lazio, Università di Cagliari, NEMO e TIC – coordina il progetto Life ASAP proprio sulla comunicazione in materia di specie invasive”.

Nicola Baccetti di ISPRA aggiunge “Anche in Italia questo tipo di intervento ha portato a risultati straordinari. L’eradicazione di ratti realizzata a Montecristo e in altre isole del nostro Paese ha permesso di proteggere specie molto minacciate come la Berta minore. In Italia dagli anni ’90 sono stati realizzati oltre 20 interventi di eradicazione finalizzati al recupero di popolazioni di uccelli marini minacciate da specie invasive, con risultati estremamente positivi raggiunti in genere in tempi rapidissimi, una volta completate le eradicazioni”.

Giampiero Sammuri, presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e Presidente di Federparchi sottolinea “Le aree protette sono particolarmente colpite dalle specie aliene invasive. In particolare nelle piccole isole italiane gli interventi di eradicazione realizzati hanno prodotto un risultato immediato ed importante per il miglioramento della conservazione di specie animali e vegetali, molte delle quali endemiche. È essenziale promuovere più interventi per tutelare le aree naturali protette del nostro Paese da questa minaccia”.

Nick Holmes, Direttore scientifico dell’organizzazione Island Conservation e principale autore dello studio, afferma che “l’eradicazione di mammiferi invasivi dalle isole rappresenta un potente mezzo per eliminare una minaccia chiave per le specie insulari, impedire le estinzioni e conservare la biodiversità Questo studio rappresenta una preziosa valutazione globale dei luoghi dove esistono queste opportunità future di conservazione e fornisce supporto al processo decisionale su dove si deve intervenire per evitare le estinzioni”.

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#FlightForSurvival

Ogni anno 25.000.000 di uccelli vengono uccisi illegamente. Non ho sbagliato e messo qualche zero di troppo, sono proprio venticinque milioni.

Oggi Birdlife International ha lanciato la sua nuova campagna Flight For Survival contro la caccia illegale di uccelli e si sono focalizzati sulle storie di alcune specie di cui ci viene raccontato il tragitto migratorio e i problemi che incontrano. Andate a vedervi il bel sito che hanno realizzato ed seguire le sette storie di questi magnifici uccelli e i loro viaggi per la sopravvivenza https://flightforsurvival.org/

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La LIPU in quanto partner italiano di Birdlife fa parte di questa campagna, e vuole parlare di quelle specie che “soffrono a causa dei cambiamenti climatici e della distruzione del loro habitat naturale ma continuano, nonostante le difficoltà, ad essere oggetto di caccia”. Maggiori informazioni sul loro sito.

Seguite la discussione online con #FlightForSurvival

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Darwin Day 2019

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Mancano pochi giorni al 12 Febbraio, il 210esimo compleanno di Charles Darwin! L’anno scorso avevo da poco avuto il mio piccolo Leo, ed era stato bellissimo festeggiare insieme a lui. Lo avevo persino vestito a festa con una bellissimo bodino regalatomi dai miei amici Stefano e Nataša!

Quest’anno invece sarò in trasferta in Italia per partecipare al Darwin Day 2019 del Museo di Storia Naturale di Milano (12 e 13 Febbraio) e poi al Darwin Day del Museo Paleoantropologico a San Daniele Po (CR) (Sabato 16 Febbraio).

Qui sotto maggiori dettagli su queste manifestazioni.

 

12  e 13 Febbraio 2019 – Museo di Storia Naturale di Milano

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16 Febbraio 2019 – Museo Paleoantropologico, San Daniele Po (CR)

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Cambridge-Irlanda, andata e ritorno [Parte 2]

Dopo aver scritto della prima parte di questo viaggio sul traghetto all’andata, mi trovo a scrivere la seconda parte nel viaggio di ritorno. Abbiamo passato una settimana bellissima, con un tempo meraviglioso tutto il tempo e anche nella traversata di ritorno il sole ci accompagna. Ma riprendiamo dove ci eravamo lasciati: eravamo rimasti nel tragitto dal Galles all’Irlanda…

Dopo essere sbarcati al porto di Dublino ci siamo subito messi in marci verso sud, direzione New Ross. Non ero mai stata nel soleggiato sud dell’Irlanda e devo dire che me ne sono proprio innamorata, sarà appunto che era sempre soleggiato!

Dopo il matrimonio dei nostri amici a New Ross ci siamo diretti ancora più a sud, fino alla costa, destinazione Kilmore Quay. Avevamo scelto questa cittadina per un preciso motivo: è dal suo porto infatti che partono le barca che portano sulla più grande delle Isole Saltee. Si tratta di una coppia di isole di proprietà privata, parte di una zona speciale di conservazione, su cui si può accedere rivolgendosi all’unica persona di Kilmore Quay che ha il permesso di portare gente a terra.

Le isole sono di proprietà della famiglia Neale dal 1943 e il primo proprietario Michael, si era dichiarato Principe Michael I e ora il figlio maggiore è Principe Michael II. Storia vera, giuro – sull’isola si vede anche il trovo di pietra e il monumento che si il primo monarca si era eretto da solo (per tutta la storia qui).

Ma veniamo al vero motivo per cui volevamo visitare quest’isola… gli uccelli, ovviamente! In questo magnifico luogo si trovano stupende colonie di uccelli marini e siccome l’isola è disabitata e poco visitata è possibile vedere gli animali da vicino – uno spettacolo davvero incredibile .

Abbiamo visto decine di migliaia di uccelli tra cui, gazze marine, urie, sule, cormorani, marangoni dal ciuffo, fulmari, gabbiani tridattili, e soprattutto… le pulcinella di mare! Una lista con tutte le specie e dove si possono trovare sull’isola si può trovare qui.

Il paesaggio di brughiera sull’isola era davvero stupendo, le campanelle erano incredibilmente ancora in fiore coprendo come un manto blu-violacelo il su e giù del terreno. Abbiamo potuto esplorare l’isola in lungo e in largo per circa cinque ore e in quel tempo siamo riusciti visitare diverse colonie di uccelli. Le pulcinella di mare erano in diversi punti dell’isola e quando ci siamo seduti sul prato per consumare il picnic era incredibile vedere che a meno di 5 metri da noi questi clown del mare ci scrutavano curiosi mentre entravano e uscivano dalle loro tane nel terreno.

IMG_4563.jpgLa colonia di sule è stata una delle cose più incredibile che io abbia visto. Spesso questi uccelli nidificano a strapiombo sul mare, ma nella parte più a sud ovest dell’isola migliaia di sule nidificano in un posto accessibile, e stando attenta a mantenere le distanze di sicurezza mi sono avvicinata come mai avrei potuto sperare.

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IMG_4841.jpgLa nostra permanenza irlandese è stata davvero piacevole, e abbiamo visitato molti posti bellissimi, tra cui il parco nazionale delle Wicklow Mountains, ma sicuramente le Saltee Islands avranno per sempre un posto speciale nel mio cuore.

Nell prossime settimane mi aspettano tre viaggi di lavoro in posti meravigliosi e non mancherò di raccontare le mie avventure!

Cambridge-Irlanda, andata e ritorno [Parte I]

Quando i nostri amici ci hanno invitato al loro matrimonio mi sono chiesta due cose: 1. come ci arriviamo in quell’angolo remoto dell’Irlanda? e soprattutto 2. visto che abbiamo l’occasione del viaggio quali luoghi possiamo esplorare?

Siccome alla fine la risposta alla prima domanda non era importante, ho pensato di iniziare rispondendo alla seconda e preparare un percorso che avesse il luogo del matrimonio (Mooncoin) come destinazione, ma prevedesse tappe all’andata e al ritorno in luoghi che volevamo visitare. Il tragitto diventa la parte migliore di un viaggio!

Per avere la libertà di fermarci dove volevamo abbiamo deciso di guidare, quindi ieri mattina siamo partiti da casa alla volta del Galles. Siamo arrivati a Holyhead, a Nord-Ovest dell’isola di Anglesey, abbiamo lasciato i bagagli al bed&breakfast e siamo ripartiti subito per visitare la riserva South Stack Cliffs. Si tratta di una riserva RSPB quindi il giorno prima avevo sentito la mia collega che la gestisce e mi ero fatta dare delle dritte.

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Le colonie di uccelli marine sono una qualcosa che mi lascia sempre senza fiato. E non solo per l’odore 🙂 C’erano decine di migliaia di uccelli abbarbicati sulle scogliere, pronti a deporre le loro uova nei luoghi più improbabili! Abbiamo visto innumerevoli gazze marine (razorbill) e altrettante urie comuni (guillemot). Siamo anche riusciti a scorgere una pulcinella di mare (puffin) – a quanto pare non ce ne sono molte qui – ma le star della giornata sono stati senza dubbio i gracchi corallini (chough): un corvo con becco e zampe rosse e un distintivo richiamo. Si trova in altre parti del mondo, ma qui a nord lo si trova solo nelle zone montuose e costiere dalle coste occidentali di Irlanda e Gran Bretagna.

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La vista era spettacolare, e non posso immaginare un modo migliore di iniziare la vacanza che con una camminata tra i fiori della brughiera costiera con una magnifica colonia di uccelli marini sullo sfondo!

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Il viaggio continua e oggi partiamo alla volta di Dublino (siamo già partiti in relata, e infatti questo post è stato scritto a bordo del traghetto!), nei prossimi giorni posterò il seguito delle nostre avventure. Posso già anticipare che se tutto va come speriamo South Stack Cliff non sarà l’ultima colonia di uccelli marini che vedremo in questo viaggio!

TO BE CONTINUED…

 

10 maggio – Giornata Mondiale degli uccelli migratori

Oggi è la giornata mondiale degli uccelli migratori, una iniziativa istituita nel 2006 per sensibilizzare ed informare sull’importanza degli uccelli migratori.

Il team di quest’anno è “stop alla caccia, commercio e cattura illegale” e vuole portare l’attenzione sull’incredibile numero di uccelli che ogni anno vengono uccisi o catturati illegalmente.

Si tratta di milioni di uccelli ogni anno, numeri inspostenibili soprattutto quando esistano molte altre pressioni  su questi animali come la perdita di habitat e il cambiamento climatico.

Governi di tutto il mondo hanno approvato leggi per regolare o proibire lo sfruttamento di questi animali, ma le leggi non sono sempre rispettate o fatte rispettare.

Per farsi un idea della magnitudine del problema basta dare un’occhiata al rapporto di Birdlife International The Killing

#WorldMigratoryBirdDay

http://www.worldmigratorybirdday.org/

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Sabato a Woodwalton Fen

Ieri mi sono alzata più presto del solito per partecipare a un workshop sui silvidi per imparare a riconoscerli al canto. Con il senno di poi uscire presto in quella che si è poi rivelata una delle giornate più caldo dell’anno (il colore porpora che porto sulle spalle se è la prova, auch) è stata una ottima idea per godersi al meglio la splendida giornata.

Il workshop era organizzato dal Wildlife Trust in un posto non lontano da casa mia, giusto 20 minuti di macchina. Per prima cosa abbiamo fatto un ripasso teorico sulle specie che volevamo vedere/sentire e l’ottimo istruttore si è soprattutto soffermato sui canti. Questa parte si è svolta a Ramsey Heights ma nel giro di un’oretta dall’inizio siamo subito usciti sul campo per fare pratica.

C siamo incamminati verso la vicina riserva naturale Woodwalton Fen, una delle prime riserve istituite nel Regno Unito. Woodwalton Fen su infatti acquistata nel 1910 da Charles Rothschild, famoso naturalista e banchiere, un vero pioniere della conservazione della natura. Oggi Woodwalton Fen è una bellissima National Nature Reserve gestita da Natural England e presenta diversi ambienti: zone umide, canneti, prati, cespugli e bosco. Si tratta di una delle ultime torbiera a cariceto (fen) così a ovest nella regione dell’East Anglia. [Mi rendo conto che questo habitat merita un post tutto suo per cui mi riservo di parlarne meglio in futuro].

Ma torniamo a ieri e agli uccelli. La mattina è stata decisamente buona in quanto non sono siamo riusciti a sentire tutte le specie di silvidi che volevamo studiare, ma abbiamo avvistato/sentito molto di più [fanelli, picchio rosso maggiore, cuculo, coppia di falchi di palude, nibbio reale].

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Sterpazzola, credit Andreas Treptes

 

Come dicevo noi ci volevamo soffermare sui silvidi, una famiglia di passeriformi che comprende uccelli comuni (come la Capinera) dal canto melodioso. Alcune delle specie sui cui ci siamo concentrati sono migratori e sono quindi da poco tornati per dare inizio alla stagione riproduttiva. Ci siamo soffermati su queste dieci specie:

Capinera Sylvia atricapilla  Blackcap

Usignolo di fiume Cettia cetti Cetti’s warbler

Luì piccolo Phylloscopus collybita Chiffchaff

Beccafico Sylvia borin Garden warbler

Forapaglie macchiettato Locustella naevia Grasshopper warbler

Bigiarella Sylvia curruca Lesser whitethroat

Cannaiola Acrocephalus scirpaceus Reed warbler

Forapaglie Acrocephalus schoenobaenus Sedge warbler

Sterpazzola Sylvia communis Common Whitethroat

Luì Grosso Phylloscopus trochilus Willow warbler

Ammetto di non essere bravissima a riconoscere gli uccelli al canto – c’è da dire in mia difesa che lavorando alla RSPB il mio metro di paragone sono alcuni dei migliori esperti in circolazione- ma se mi applico sono bravina. Devo poi aggiungere la complicazione del confondere i nomi tra italiano, inglese e latino – proprio non ce la posso fare!

Questo workshop ha sicuramente contribuito alla mia istruzione in quanto sono riuscita a comparare le specie che si possono confondere. Sebbene non possa certo dire di essere in grado di identificare le varie specie al 100% (ma nemmeno gli esperti di cui sopra sono sempre sicuri al 100%) posso però continuare a fare pratica e con il tempo migliorare. Per fortuna ci sono alcune specie che sono praticamente inconfondibili (come l’Usignolo di fiume, il Luì piccolo o il Forapaglie macchiettato), e con queste non si sbaglia mai! 

Link per ascoltare una collezione dei canti dei silvidi, oppure si possono cercare registrazioni delle varie specie su xenocanto.